107 Pacco-mania!


Da 1 a 10 ragazzi, quanto vi piacciono i pacchetti? 
Intendo non solo da scartare per il piacere del regalo e la curiosità della sorpresa, ma proprio confezionarli. 
A tanto...parecchio...forse anche troppo :) 
Mi divertono, mi rilassano, mi distendono la mente quasi quanto biscottare.
Esagerata? 
Beh, magari un po' sì ma se pensate che da bambina c'è stato un periodo in cui sognavo di diventare "la signorina che incarta"...forse anche no! 
E addirittura una volta, per ingannare un noioso pomeriggio di vacanza scolastica, pensai bene di impacchettare-infiocchettare di tutto di più in casa: dal pacco della farina a quello di spaghetti, dal sacchetto di caramelle al barattolo del caffè, dalla bottiglia di latte alla scatoletta di tonno, misura-taglia-piega-attacca-infiocca arrivai a finire l'intero rotolo di carta da regali. 
Mancava solo che mi vestissi da Babbo Natale e la scenetta sarebbe stata perfetta con la distesa di pacchetti sul tavolo del soggiorno. 
E somma gioia di mia mamma al suo ritorno o_O! 
Di sicuro mai avute aspirazioni troppo ambiziose nella vita! 
Ecco dicevo, mi diverte tanto impacchettare quanto non sopporto l'idea che in un negozio mi rifilino confezioni regalo tutte spiegazzate e stortignaccole fatte così tanto per... 
Passi per l'oggetto dalla forma strana e irregolare che mal si adatta alla simbiosi con la carta regalo. 
Passi pure se il pacchetto è per me medesima. 
Vabbè via, lo confesso, m'è capitato anche di farmi incartare un ninnolo per la cucina o una confezione di bagnoschiuma, giusto per soddisfare un bisogno esagerato di coccole e darmi l'illusione di un regalo inaspettato. 
Ma quando si tratta di un pacchetto per "terzi" e per di più una scatola bella liscia e regolare, allora no proprio non ci siamo. 
Meno che mai se quel pacchetto è destinato al compleanno della mia Mary Poppins
No ma dico, come si fa a tagliare un foglio di carta regalo poco più piccolo di un formato A3 (42x29.7cm ndr) per incartare un barattolino di crema viso? 
Avete presente le dimensioni no? 
Neanche fosse stato un "bidone"! 
Ho capito che anch’io difetto d'occhio ma con tutta quella carta c'era da avvolgere le scorte per un anno! 
Io sarò anche esageratamente pignola, ma vi assicuro che era un pacchetto assolutamente inguardabile con quell'accartoccio di carta e un fiocco chilometrico, giusto per mantenere le proporzioni! 
Il minimo che potessi fare è stato tornarmene a casa borbottando come una pentola di fagioli, tirar fuori la carta da regalo e mettermi alla prova con un pacchettino più aggraziato. 
Dopo il misura-taglia-incarta-infiocchetta con quel tenero regalino tra le mani mi sentivo felice come una Pasqua, ansiosa solo di poter finalmente fare la consegna alla mamy. 
E allora, per ingannare l'attesa, perché non "impacchettare" anche i biscotti? 
Altro che toccasana, all'ultima sfornata mi sentivo rimessa in pace col mondo intero. 
Anche con la commessa maldestra :)) 
Non sono carini? 
Io me ne sono innamorata appena li ho visti qui e poi qui e non potevo non metterci le mani...con tanto di zampino...soprattutto pensando al pacchetto per la mamma. 
Certo non sono i biscottini dell'ultimo minuto, quando ti accorgi che manca il rifornimento per la colazione, ma per trascorrere un sano pomeriggio in casa, sgombrare la mente dai pensieri e sollevare lo spirito sono una "mano santa"! 
Se siete tutti pronti col righello alla mano, presto che è tardi...via all'impasto ^_^

95 Di talpe e letture "pericolose"



Oh sì eh, quasi quasi ragazzi d'ora in avanti certe richieste le metto a pagamento! 
Passi per il papy con la torta al cioccolato e noci, proprio lui, quello "non goloso no"! 
Almeno con un dolce, per di più cioccolatoso, ci sono andata a nozze in quanto a divertimento. 
Ma che adesso ci si metta pure la talpa, per di più con quanto per me di più ostico da cucinare e fotografare, è un po' troppo! 
Pensare che fino a qualche giorno fa, lasciare in giro riviste di cucina non era mai stata una minaccia. 
Un tranquillissimo sabato sera. 
Io che preparo la cena e la talpa che "distrattamente" inizia a sfogliare "Sale&Pepe". 
Poi d'un tratto, a bruciapelo
"come sarà un filetto di maiale impanato nel caffè?"
"ma che vuoi che ne sappia di com'è un filetto di maiale al caffè, ti pare che so' domande queste?
Tempo un nanosecondo 
"aspetta-aspetta-che-hai-detto-dove-l'hai-visto-dammi-qua-quel-giornale!
Perchè caso vuole (pure il caso ci mette lo zampino!) che io abbia giustappunto comprato il filetto di maiale per il pranzo (il suo!) della domenica, con l'idea di farlo semplice semplice alla griglia o tutt'al più, tanto per "impegnarmi" un attimino, al latte con la ricetta della mamma
Gli sgraffigno letteralmente di mano la rivista e 
"toh, guarda! Ma è di Simone Rugiati 'sta ricetta! Mhhh, vediamo: caffè, zucchero di canna, peperoni per la salsina, pepe, bacche di ginepro...bacche di ginepro?!?! Lo sapevo, proprio sulle bacche vado a cadè! Ma sai che ti dico talpina? Non ce le metto, tiè! Tanto ci avrei comunque infilato lo zampino e allora qualche cosa mi inventerò là per là, lì per lì. E se non è buono, ti sei fregato con le mani tue. E quelle di Simone. Perché io domani lo fò ‘sto filetto, vedi te se lo fò :)!
Una delle rarissime volte del "letto-fatto". 
Ogni tanto capita. 
E sono stata anche soddisfatta del risultato con tanto di zampino, perché il filetto è rimasto tenero e morbidissimo. 
Insomma, per avere nessun feeling con la carne ed essere la mia seconda prova di "arrosto", si è cotto proprio a puntino. 
La lucidatura piatto da parte della talpa d'altro canto, non ha lasciato dubbi in quanto ad apprezzamento del risultato. 
Solo un piccolo piccolissimo appunto. 
Tanto ormai non ho più ritegno a "bacchettare" i "grandi"...umilmente e scherzosamente s'intende, giusto per ridere un po'! 
Io sono astemia e la talpa quasi, quindi brancolerei nel buio sull'abbinamento vino. 
Però ditemi voi come si fa servire questo piatto con un "rinfrescante bicchiere di CocaCola"!!! 
No Simone, NON ci siamo. 
Piuttosto lo accompagno con acqua!

102 Testata!


Sì, proprio una sonora testata quella con cui ho inaugurato questa giornata. 
Ohi ohi ragazzi, e poi ti credo "io lo odio il giovedì"! 
Ok sarebbe il lunedì, ma se oggi è giovedì che ci posso fa'?
Accidenti a me e al viziaccio di lasciare le ante degli stipetti aperte. 
Meno male che non ho preso lo spigolo nell'occhio, altrimenti me la sarei vista parecchio peggio di un bernoccolo. 
Sicuramente preferisco testare altro che non sia la solidità dei mobili di casa. 
Leggasi: ricette biscottose
Ari-leggasi: nuovi stampini freschi freschi appena arrivati. 
La domanda è retorica, ma giacchè questo blog sta diventano una specie di "biscuit maison", vi pareva che potessi resistere all'ammaliante fascino dei petit beurre
Praticamente scontato che avrei ceduto :) 
E a proposito di ricette testate, questa lo è davvero giacchè l'ho rifatta ben 3 volte nel giro di dieci giorni. 
Il primo approccio ai petit beurre infatti è stato giusto un pizzico "travagliato". 
Diciamo che non mi era molto ben chiaro il concetto che mai e poi mai avrei potuto formare la classica palla come si fa per la classica frolla. 
Così, quando mi sono ritrovata con un impasto molle assatanato che avrei anche potuto girare all'infinito senza ottenere miracoli, l'unica cosa che istintivamente mi è venuta di fare è stato aggiungere farina per "stringerlo" un po'. Ma aggiungi di qua aggiungi di là, alla fine non solo mi son persa per strada la dose esatta, ho ottenuto anche dei biscotti buoni sì, per carità, ma certo non più definibili "petit beurre"! 
E giù via con l'autoflagellazione: 
- ecco vedi, se aspettavi ancora un po' ad aggiungere il mix di burro non avresti fatto danni! Troppo caldo, era ancora troppo tiepido, te e la tua solita fretta! 
- no no la colpa è della farina, o meglio della tua mania di sostituire le farine. E' stata la farina d'avena a fare pastrocchio, di sicuro assorbe meno e t'ha sballato tutto. Così impari a mettere sempre gli zampini! 
Epperò mica ero poi tanto convinta che la colpa fosse davvero della farina, no proprio no! Riprendo il librino, mi guardo per bene le foto del passo passo e...eccolo là l'inghippo: l'impasto resta molle! Un po' di più un po' di meno ma MOLLE
Le avessi guardate meglio prima! 
Ok, io ci riprovo. 
Secondo tentativo: stavolta mix di burro "freddo" (la prova dito non lascia dubbi!) e NON un grammo di farina in più, anche se la tentazione di aggiungerne un altro cucchiaio devo tenerla a freno con la forza. 
Appallottolo nella pellicola alla meno peggio e via in frigo tutta la notte. 
Scettica sì e nemmeno poco ma, come si dice, chi vivrà vedrà! 
E per stavolta ci ho visto bene :) 
Al mattino l'impasto è sodo al punto giusto da poter essere steso senza problemi. 
Taglio, "timbro" e via in forno per la cottura. 
Oh, questi sì che sono petit beurre come si deve :) 
Con la farina d'avena finalmente assolta da tutte le immeritate accuse. 
Bastava solo fidarsi.
Il terzo tentativo? 
Semplice richiesta di bis da parte della cavia. 
Sapevo di non dovergli proporre l'idea della Nutella!

113 A portata di click!

 
Vivendo in un piccolo centro, assimilabile più ad un grosso paese che ad una vera e propria città, molto spesso trovare anche una banale sparabiscotti o un simpatico timbrino può diventare un'impresa titanica. 
Per non parlare di qualche ingrediente particolare. 
Possono guardarmi in cagnesco, manco fossi venuta dal pianeta Marte, già solo per dei semplici stampi da colomba (come a dire: ma sei scema che te la fai da te quando puoi comprarne a bizzeffe? Ebbene SI'...son scema, vabbè?), figuriamoci chiedere della fava tonka, del tè matcha o peggio ancora delle noci pecan
Pecan che? 
Ok, guerra persa in partenza: MISSION IMPOSSIBLE
Ma alle piccole fisse e curiosità che di tanto in tanto mi prendono, mica rinuncio così su due piedi? 
Ah no, proprio no. Chè se fosse per l' "a portata di mano" avrei ben poco di che soddisfarle. 
Per fortuna però, basta cercare un po' in rete e tutto o quasi diventa "a portata di click". 
Ormai posso dire di essere diventata una "specialist" nel campo, a volte mi sento quasi un cane da tartufo in quello sbirciare qui e là a caccia del bottino. Il difficile rovescio della medaglia è riuscire a non cedere a tutte, ma proprio tutte le tentazioni, che possono moltiplicarsi in maniera esponenziale. 
Sarei capace di comprare anche oggetti praticamente "inutili" solo a scopo fotografico. 
Dura vita quella da foodblogger :)) 
Ditemi che è una tentazione condivisa e non succede solo a me, vi prego! 
Solo pochi giorni fa vi ho raccontato del mio ultimo acquisto "colpo di fortuna" in fatto di caccavelle (link al post ciambella di santin). 
Tempo poco e nella mia caccia in rete alla ricerca delle offerte più vantaggiose mi sono imbattuta in CupoNation Italia
Lo conoscete? 
Per me è stata una rivelazione: un portale con offerte promozionali e codici sconto per tantissimi partner affiliati dove trovare di tutto di più. 
Inutile dirvi che ci ho passato un intero pomeriggio a spulciarlo per benino. 
Scoprire poi Cassandra.it nella sezione "cibo e bevande" è stato il colpo di grazia: un vero e proprio pozzo dei desideri con tantissimi prodotti di alto qualità che avrei voluto infilare tutti nel carrello, tra cui ho scoperto anche quelle farine per tanto tempo cercate invano. 
Vi pare che potevo lasciarle lì? 
Beh, mentre felice come una Pasqua sono in attesa del mio "prezioso" pacco, vi lascio la ricetta di questo pane soffice e fragrante, il "primo amore" di Gino ma rivisitato in chiave leggermente più rustica e arricchito da una generosa spolverata di semi di sesamo che fanno un po' "effetto zucchero a velo" sulla torta. 
Non lo trovate più carino con la crosta a piccoli pois? 
E se avete voglia di mettere le mani in pasta...la ricetta è a portata di click ;)

68 FFF...finalmente!



Finalmente ragazzi riesco a tornare in questo piccolo spazio dopo quasi una settimana di "fermo" non previsto. 
Scusate per l'improvvisa sparizione, non solo da qui ma anche dai vostri blog, ma l'ultima è stata una settimana a dir poco da incubo, tanto per concludere degnamente un mese di maggio che quest'anno si è rivelato stressante come pochi. 
Spero che le acque si facciano presto più tranquille, metaforicamente parlando. 
Perchè di acqua in senso "meteo" stretto ne avrei invece piene le tasche e confiderei in un mese di giugno pieno di sole, di calore e di COLORE :)
Quel colore che, come un compagno silenzioso, controlla il nostro stato d'animo e le nostre emozioni. 
Quel colore che, giorno giorno, negli ultimi due mesi ci ha tenute per mano nella redazione di Threef e guidate passo passo a comporre le tessere di un nuovo mosaico. 
Finalmente giugno è arrivato. 
Lo stavo aspettando con ansia. 
Finalmente il numero 1 è pronto per regalarVi un altro meraviglioso viaggio. 
Un viaggio che, sono sicura, ancora una volta Vi sorprenderà e catturerà. 
Prima però di lasciar parlare le immagini, vorrei ringraziarVi sinceramente per l'entusiasmo con cui ci avete accolto. Non ci saremmo aspettate un così grande successo e non ci saremmo aspettate un seguito così costante nell'arco di questi due mesi. 
Le 70.502 visualizzazioni raggiunte sono state un traguardo che nessuna di noi avrebbe mai immaginato, un traguardo che insieme al Vostro sostegno ci sprona a dare sempre di più. 
Ancora un GRAZIE alle mie meravigliose/i compagne/i d'avventura, dalle impagabili bloggers e straordinari fotografi di sempre, alle preziose amiche di redazione e grafica, alle importanti new entry di questo numero: Agnese, Davide, Eleonora, Patty e Roberto (in rigoroso ordine alfabetico).
Grazie di cuore ragazze/i, perché giorno dopo giorno state/stiamo facendo di questo sogno una bellissima realtà. 
E ora basta chiacchiere ;) 
Spazio al COLORE...mettetevi comodi! 


P.S. il download non è possibile. Tutte le ricette potete trovarle sul blog di Threef.

Un abbraccio a tutti e felice week end